Giovedì 13 agosto nella Tensostruttura di P.le Boscovich a Rimini (ore 21. 30 – ingresso gratuito), dove si sta svolgendo la rassegna MobyCult 2009, Michele Marziani farà una chiacchierata sul suo romanzo “Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta” assieme a Simona B. Lenic.

Mentre ripercorreva i luoghi in cui è ambientato il suo nuovo romanzo La signora del caviale, Michele è stato ospite assieme a Luca e Stefano di SintesiComunicazione - che realizzeranno il booktrailer del libro – all’Agriturismo Le Occare, luogo di grande fascino e squisita ospitalità.
Eccolo immortalato con Cristina, la gentilissima padrona di casa. Tra loro non poteva mancare Umberto Dei.

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E’ di Marco Boscarato l’idea di presentare il romanzo Umberto Dei, seguito da una bella cena con i prodotti dell’azienda agricola Costadilà e infine via di musica, jazz, con il chitarrista milanese Gigi Cifarelli.
Il tutto all’interno della manifestazione Ubi Jazz, presso l’azienda Costadilà di Tarzo, Treviso, domenica 19 luglio, a partire dalle 19,30.
A chiacchierare con Michele Marziani del libro Umberto Dei ci sarà Maurizio Crema, giornalista del Gazzettino.

Intervista rilasciata a Carla Casazza in occasione dell’uscita di Umberto Dei.

Curiosando nel tuo sito ufficiale è evidente la tua predilezione per la bicicletta come mezzo di trasporto. Ma da qui a scegliere una biciletta come musa ispiratrice per un romanzo ce ne passa. Come ti è nata questa idea? E sei davvero un esperto di “cose ciclistiche” come il protagonista del romanzo?

In realtà è avvenuto il contrario. E’ proprio scrivendo Umberto Dei che mi sono appassionato alla bicicletta al punto da farla diventare il mio principale mezzo di trasporto. Raccogliendo informazioni, idee, suggestioni, leggendo saggi che mi hanno accompagnato a costruire personaggi e storia (cito su tutti Ivan Illich con Elogio della bicicletta e Colin Ward con Dopo l’automobile). Prima di scrivere il libro avevo una bicicletta e la usavo. Punto. La utilizzavo anche a Milano dove vivevo per raggiungere la casa editrice in cui lavoravo, ma era un modo per evitare il traffico, il caos, la calca nel metrò. Un anno prima di scrivere Umberto Dei neppure avevo mai sentito nominare questo costruttore. Oggi mi telefonano per sapere se il modello tal dei tali del 1934 montava i fari Radius. E io so rispondere e rispondendo mi stupisco. Non ho portato la mia vita dentro il romanzo, ma il romanzo dentro alla quotidianità. Quindi no, non sono, o almeno non ero, un esperto di “cose ciclistiche”. Sono uno che non riesce a scrivere se non arriva in fondo alla materia che tratta, questo sì.

Umberto Dei affronta temi importanti, significativi: l’amore, il coraggio di ricominciare da zero, il rendersi conto che gli ideali su cui abbiamo fondato una vita si possono sgretolare per colpa di pregiudizi a cui ci credevamo immuni e che invece sono insiti nella nostra cultura. Avevi deciso a priori di affrontare questi argomenti o ti sono usciti dalla penna via via che nasceva la storia?

La storia voleva raccontare sin dall’inizio, sin da quando ha preso forma, una crisi profonda, un cambiamento, il percorso di un uomo. L’unica nota autobiografica sta proprio nel pregiudizio: credevo di esserne immune e me lo sono ritrovato dentro, da qualche parte, nato per caso. In questo “per caso” ho scavato dando vita al personaggio di Arnaldo Scura. Insomma ho pescato dalla vita, cercando di fare, nel mio piccola della letteratura, nella definizione di Orhan Pamuk: raccontare le storie di altri come se fossero nostre e le nostre come se fossero di altri.

Arnaldo Scura, il protagonista, inizialmente sembra uno “duro e puro”, senza preconcetti, capace di portare avanti delle idee fuori dal coro e di difenderle senza paura del giudizio altrui. Un moderno Don Chisciotte, un idealista. Ma nell’evoluzione della vicenda scopre con rammarico di essere vittima pure lui di pregiudizi che non credeva potessero sfiorarlo. Ed è a mio avviso uno dei passaggi che stimolano maggiormente una riflessione nel lettore. Quanto ritieni che la nostra cultura, la maniera di pensare in cui siamo stati immersi fin da piccoli, influenzi il nostro libero arbitrio? E – alla luce dell’attualità – che strumenti possiamo avere per riuscire a svincolarci da quella corrente che sta remando indietro di decenni e sta riportando il nostro paese a chiusure degne del ventennio?

Certo il pregiudizio dal quale nasce l’equivoco, che è l’altra parola chiave del mio romanzo, è centrale. Anche nella riflessione che si può aprire intorno a una storia, che rimane comunque racconto, luogo di narrazione. Credo, per rispondere alla domanda, che dovremmo semplicemente ricominciare a pensare, liberi dall’eccesso di esposizione ai mass media, dalla troppa informazione che ci spinge a ragionare intorno a cose spesso inutili o comunque con punti di vista già confezionati tra i quali si sceglie, per sentimento o per ragionamento guidato, quello che ci piace di più. Ecco, la letteratura, la narrativa, in questo ci apre nuovi orizzonti: ci offre altri punti di vista, stimola coscienze sopite, parla più spesso allo stomaco e all’anima, invece che alla ragione. Se leggiamo il giornale sappiamo più cose, ma non sappiamo come affrontarle, se leggiamo un buon libro sappiamo meno cose, ma sentiamo che ci sono altre strade per affrontare la vita. Ovvio, il ragionamento è all’estremo, meglio leggere entrambi, ma fa parte delle mie scelte personali: credo anche per questo di essermi allontanato dal giornalismo per avvicinarmi sempre più alla narrativa. Sapere più cose non ci rende migliori, ne abbiamo la prova oggi in un mondo in cui sappiamo tutto e di più. Leggere buoni libri mi rende migliore.

Arnaldo nei momenti difficili si rifugia in un buon vino o in una ricetta semplice ma evocativa in cui trovare ancora aromi e profumi di un tempo. L’enogastronomia ci salverà?

No, ma può aiutarci a vivere meglio.

P6180129Uno scatto della presentazione svoltasi il 19 giugno nella Sala della Provincia a Rimini.
Oltre al pubblico, in sala, era presente anche una bici Umberto Dei originale.

Dopo Ventotene, sarà il Castello di Calenzano, nell’ambito della IV edizione di Scrittori al Castello – Incontri con autori e libri, ad ospitare il 2 luglio alle ore 21.30 una serata in compagnia di Michele Marziani che parlerà di Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta, insieme ad Andrea Satta dei Tetes de Bois, autore di I riciclasti. Introduce il giornalista Gabriele Ametrano.

Castello di Calenzano Alto, Via del Castello 7, Calenzano (Fi)

locandina aperitivo MastAnielloIl gioco di parole è inevitabile… perchè domenica 28 giugno Michele Marziani sarà all’isola di Ventotene a parlare del romanzo Umberto Dei.
Appuntamento alle 19,00 ai giardini di Mezzatorre dove verrà intervistato da Floriana Giancotti.
Seguirà un aperitivo con vini laziali e prodotti dell’isola, tra cui le stupende lenticchie.
Michele sottolinea “sono onoratissimo ed emozionato di portare il mio libro sull’isola che ha visto tanti antifascisti al confino, da Altiero Spinelli, a Sandro Pertini, a Giuseppe Di Vittorio…”.

La Fiab è la Federazione italiana amici della bicicletta e promuove una filosofia del muoversi in bicicletta molto vicina a quella dei protagonisti di Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta.
Ecco perché si svolge a Rimini, in occasione del ventiduesimo cicloraduno nazionale, una presentazione del libro, con uno sguardo alla bicicletta, al suo valore sociale, affettivo, urbano.

L’appuntamento è per venerdì 19 giugno, alle ore 21,00, presso la sede della Provincia di Rimini (sala del Bonarrivo) in corso d’Augusto, 231 a Rimini. Con Michele, a parlare del libro, ci sarà il critico Paolo Vachino.
Per gli appassionati ciclisti che partecipano al cicloraduno può essere un’occasione per conoscere, oltre al libro, il centro storico di Rimini. Per i riminesi un modo di rifare due chiacchiere intorno a un romanzo che sta girando l’Italia, una pedalata dopo l’altra. Insomma, venite.
L’organizzazione della serata è in collaborazione con la libreria Indipendentemente Interno 4, grazie anche all’appoggio dell’associazione Pedalando Camminando, della Fiab e di Ciclobby Milano.

La bicicletta Umberto Dei

Giugno 16, 2009

Una bicicletta protagonista di un romanzo.
A giudicare dalle foto di questa Umberto Dei degli anni ‘30  , scattate al Museo del ciclismo Gino Bartali, il fascino non le mancava…

Il booktrailer

Giugno 15, 2009